domenica 20 aprile 2014


«Buonanotte, Avery.»
E poi mi baciò. Mi baciò come mi aveva baciata subito prima di andarsene la sera del nostro appuntamento. Mi baciò come se fosse in debito d’ossigeno e io fossi l’unica aria che aveva bisogno di respirare. Mi tenne la mano sul collo, mi tenne sollevata sui gomiti mentre la sua bocca divorava la mia. E quello era l’unico verbo che descrivesse con precisione il modo in cui mi baciava. 
Cam mi divorava. Da "Ti aspettavo"

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